Una finestra sul futuro dei dispositivi medici
Il modo in cui le informazioni sono condivise è in continua evoluzione. All’inizio c’era solo LinkedIn e solo per i professionisti dell’ICT, poi è arrivato Facebook spopolando anche tra gli over 60. Ultimamente si è fatto largo Twitter, ovvero il tuo sms inviato a Lady Gaga piuttosto che ai ricercatori del CERN di Ginevra e, perché no, viceversa.
Le università, principalmente americane ed inglesi, non stanno certo a guardare. Hanno visto il rapporto con le testate giornalistiche forse superato, hanno preso coscienza della loro credibilità all’interno della società, non hanno quindi perso tempo a mettersi in proprio. Di più, 56 di loro tra cui CALTECH, Princeton, Stanford and Yale hanno fatto gruppo e sono in grado di offrire una panoramica su dove il mondo è ora e, forse più importante, dove andrà.
Così nasce FUTURITY un aggregatore e divulgatore di notizie provenienti dalle università associate. Gli argomenti sono ovviamente legati ai progetti di ricerca condotti da queste istituzioni e nello specifico ai risultati già ottenuti, ai prossimi approfondimenti fino alle potenziali applicazioni commerciali. Il sito è suddiviso in 4 sezioni: Earth & Environment, Health & Medicine, Science & Technoloy e Society & Culture. Ci sono inoltre filtri per Università e per mese di pubblicazione. Non possono mancare le applicazioni per l’iPhone ed Android
Passando a quello che più ci piace, possiamo trovare i dispositivi medici principalmente alla sezione Health & Medicine con qualche applicazione anche nell’area Science & Tecnology. Qualche esempio?
- Michigan ha sviluppato un piede artificiale che ricicla l’energia altrimenti persa tra un passo e l’altro. Lo strumento vuole ovviare al fatto che una normale protesi porta con se la sensazione di trascinare 30 libbre equivalenti ad oltre 13 chili.
- Uno studio condiviso tra NorthWestern, Illinois e Pennsylvania ha generato dispositivi medici impiantabili finalmente flessibili. Questi, delle dimensioni di un nichelino, possono letteralmente abbracciare il cuore fornendo oltre 280 punti di contatto contro i 10 ora possibili, migliorando così l’acquisizione dati e quindi la risposta sul muscolo. Il prossimo passo sarà quello di rendere questi strumenti wireless, prendendo energia dal battito del cuore.
- Scendendo sempre pìù di dimensioni, i ricercatori di CALTECH hanno creato una nanoparticella che più di ogni altra ha probabilità di viaggiare, arrivare sulla cellula malata e rilasciare la sua dose di anti-tumorale. In particolare, per la prima volta si è riuscito ad ottenere una proporzione diretta tra il numero di nanoparticelle infuse nel sangue e quelle che arrivano a destinazione.
Buona visione del futuro allora!
