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	<title>medicale.info &#187; risorse</title>
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		<title>Il MIT e il contributo alle tecnologie mediche</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F.Bonfigli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/08/mit_agelab.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-305" title="mit_agelab" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/08/mit_agelab.jpg" alt="Tecnologie mediche e MIT" width="200" height="198" /></a>Immaginavo che il MIT fosse un posto speciale. Poi ne ho avuto conferma, passandoci una settimana nel Novembre 2009. A prima vista sembra tutto tranne che un luogo dove si studia, duramente, e si fa ricerca, ancora più freneticamente. Lungo i suoi corridoi trovate bar e piccoli supermercati. Ci sono aree con comodi divani dove sedersi e poter stare in pace, ovviamente in compagnia del proprio computer, ed altre invece dove incontrarsi e poter esporre i propri robot! C&#8217;è poi un corridoio lungo 251 metri alla fine del quale si trova una finestra attraverso la quale puoi addirittura veder passare il sole per intero, come in un <a title="The MIThenge" href="http://web.mit.edu/mithenge/" target="_blank">eclissi al contrario</a>. Non che capiti spesso in realtà, la prossima occasione sarà l&#8217;11 novembre del 2013!</p>
<p>Il MIT è sopratutto il luogo dove ricerca ed imprenditorialità s&#8217;incontrano. La <a title="Fondazione Kauffman" href="http://www.kauffman.org/" target="_blank">Fondazione Kaufmann</a> ha fatto qualche misurazione e ha dato dei numeri. Al febbraio 2009, esistevano 25.800 aziende fondate da ex alunni del MIT. Queste davano lavoro a 3.300.000 persone e generavano un fatturato annuo pari a 2.000.000.000.000 (2 mila miliardi) di dollari americani, che ne avrebbero fatto l&#8217;undicesima nazione al mondo. Venendo agli argomenti a noi più vicini, il MIT conta ben 25 tra laboratori e centri e programmi di ricerca che in qualche modo mettono la tecnologia al servizio delle scienze mediche. Quello che più colpisce è  la multidisciplinarietà dei gruppi di lavoro, in modo da raccogliere il più possibile dalle molteplici realtà che l&#8217;università di Cambridge è in grado di esprimere.</p>
<p>Il caso più eclatante è forse <a title="AgeLab" href="http://agelab.mit.edu/" target="_blank">AgeLab</a>, creato nel 1999 con l&#8217;intento di permettere, a chi ha un&#8217;aspettativa di vita  passata dai 50 agli 80 anni nell&#8217;ultimo secolo, di essere in salute e  letteralmente  <em>do things</em>. Una di queste è guidare in sicurezza anche in età avanzata. Quindi, in collaborazione con l&#8217;Harvard Medical School, AgeLab studia <a title="Healt, Medication &amp; the Older Driver" href="http://agelab.mit.edu/health-medication-older-driver" target="_blank">sia farmaci che software</a> per conservare e tenere in allenamento i riflessi dei più anziani. In collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Elettronica ed Informatica e la Rhode Island School of Design di John Maeda, Age Lab vuole invece capire che ruolo potranno avere il <a title="Pharm Animals &amp; Pet Pills" href="http://agelab.mit.edu/pharm-animals-pill-pets" target="_blank">gioco, i giocattoli e gli animali domestici</a> nell&#8217;aiutare le persone a mantenere un regime alimentare sano o a condurre correttamente la cura farmacologica prescritta.</p>
<p>All&#8217;interno del <a title="MIT CSAIL home page" href="http://www.csail.mit.edu" target="_blank">CSAIL</a>, il laboratorio di Informatica ed Intelligenza Artificiale, ci sono poi il <a title="MIT CSAIL Medical Vision Group" href="http://groups.csail.mit.edu/vision/medical-vision/index.html" target="_blank">Medical Vision Group</a> e il <a title="MIT CSAIL Clinical Decision Making Group" href="http://groups.csail.mit.edu/medg/" target="_blank">Clinical Decision Making</a>. Il primo si dedica principalmente allo sviluppo di algoritmi di calcolo per la visualizzazione e l&#8217;analisi di immagini di tipo medicale, come quelle provenienti dalla risonanza magnetica e dalla tomografia computerizzata. Questi algoritmi sono poi alla base di soluzioni informatiche sviluppate dal laboratorio stesso e completamente open source, <a title="Medical Vision Group Open Source Software" href="http://groups.csail.mit.edu/vision/medical-vision/software.html" target="_blank">qui la lista per il loro download</a>. Il secondo invece crea applicazioni informatiche per il governo clinico-assistenziale della persona. E&#8217; stato tra i primi a teorizzare i benefici dei Personal Health Record, quei fascicoli sanitari elettronici ad uso della persona e non a chi fornisce le cure. Quello che oggigiorno Google cerca di fare con Google Health. I più curiosi possono andare al <a title="Patient-Centered Health Information Systems Manifesto" href="http://groups.csail.mit.edu/medg/projects/ga/manifesto/GAtr.html" target="_blank">documento originale passando da qua</a>. L&#8217;attuale stato dell&#8217;arte è <a title="Indivo PCHR" href="http://indivohealth.org/" target="_blank">Indivo, the Personally Controlled Health Record</a> <em>. </em>In breve e senza perdermi in traduzioni: <em>&#8220;free, open sourse and uses open, unencumbered standards</em><em> [...] </em><em>built to be extended and customized</em><em> [...] providing a simple, open, web-based Application Programming Interface (API)&#8221;</em>.</p>
<p>Questa è veramente solo una panoramica di quello che il MIT è in grado di offrire. Lascio a voi il piacere di altre scoperte, spunti e curiosità, spulciando tra i 25 laboratori, centri e programmi di ricerca. Io sono partito da <a title="Medical Science labs, centers and programs" href="http://web.mit.edu/research/topic/medical.html#labs" target="_blank">questa pagina</a>. Buon viaggio.</p>
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		<title>Una finestra sul futuro dei dispositivi medici</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 11:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F.Bonfigli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il modo in cui le informazioni sono condivise è in continua evoluzione. All&#8217;inizio c&#8217;era solo LinkedIn e solo per i professionisti dell&#8217;ICT, poi è arrivato Facebook spopolando anche tra gli over 60. Ultimamente si è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/04/icon5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-267" title="icon5" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/04/icon5.jpg" alt="" width="160" height="96" /></a>Il modo in cui le informazioni sono condivise è in continua evoluzione. All&#8217;inizio c&#8217;era solo LinkedIn e solo per i professionisti dell&#8217;ICT, poi è arrivato Facebook spopolando anche tra gli over 60. Ultimamente si è fatto largo Twitter, ovvero il tuo sms inviato a Lady Gaga piuttosto che ai ricercatori del CERN di Ginevra e, perché no, viceversa.</p>
<p>Le università, principalmente americane ed inglesi, non stanno certo a guardare. Hanno visto il rapporto con le testate giornalistiche forse superato, hanno preso coscienza della loro  credibilità all&#8217;interno della società, non hanno quindi perso tempo a mettersi in proprio. Di più, 56 di loro tra cui <a title="California Institute of Technology" href="http://www.caltech.edu/" target="_blank">CALTECH</a>, <a title="Princeton University" href="http://www.princeton.edu" target="_blank">Princeton</a>,<a title="Stanford University" href="http://www.stanford.edu/" target="_blank"> Stanford</a> and <a title="Yale University" href="http://www.yale.edu/" target="_blank">Yale</a> hanno fatto gruppo e sono in grado di offrire una panoramica su dove il mondo è ora e, forse più importante, dove andrà.</p>
<p>Così nasce <a title="Futurity" href="http://futurity.org/" target="_blank"><strong>FUTURITY</strong></a> un aggregatore e divulgatore di notizie provenienti dalle università associate. Gli argomenti sono ovviamente legati ai progetti di ricerca condotti da queste istituzioni e nello specifico ai risultati già ottenuti, ai prossimi approfondimenti fino alle potenziali applicazioni commerciali. Il sito è suddiviso in 4 sezioni: Earth &amp; Environment, Health &amp; Medicine, Science &amp; Technoloy e Society &amp; Culture. Ci sono inoltre filtri per Università e per mese di pubblicazione. Non possono mancare le applicazioni per l&#8217;iPhone ed Android</p>
<p>Passando a quello che più ci piace,  possiamo trovare i dispositivi medici principalmente alla sezione Health &amp; Medicine con qualche applicazione anche nell&#8217;area Science &amp; Tecnology. Qualche esempio?</p>
<ul>
<li>Michigan ha sviluppato un <a title="La protesi che recupera energia" href="http://futurity.org/science-technology/green-prosthetic-reduces-effort-for-amputees/" target="_blank">piede artificiale</a> che ricicla l&#8217;energia altrimenti persa tra un passo e l&#8217;altro. Lo strumento vuole ovviare al fatto che una normale protesi porta con se la sensazione di trascinare 30 libbre equivalenti ad oltre 13 chili.</li>
<li>Uno studio condiviso tra NorthWestern, Illinois e Pennsylvania ha generato <a title="Dispositivi medici impiantabili flessibili" href="http://futurity.org/health-medicine/stretchy-electronic-device-hugs-the-heart/" target="_blank">dispositivi medici impiantabili finalmente flessibili</a>. Questi, delle dimensioni di un nichelino, possono letteralmente abbracciare il cuore fornendo oltre 280 punti di contatto contro i 10 ora possibili, migliorando così l&#8217;acquisizione dati e quindi la risposta sul muscolo. Il prossimo passo sarà quello di rendere questi strumenti <em>wireless</em>, prendendo energia dal battito del cuore.</li>
<li>Scendendo sempre pìù di dimensioni, i ricercatori di CALTECH hanno creato una <a title="Nanoparticelle antitumorali che arrivano a destinazione" href="http://futurity.org/health-medicine/nanoparticles-ferry-rna-interfers-into-tumors/" target="_blank">nanoparticella</a> che più di ogni altra ha probabilità di viaggiare, arrivare sulla cellula malata e rilasciare la sua dose di anti-tumorale. In particolare, per la prima volta si è riuscito ad ottenere una proporzione diretta tra il numero di nanoparticelle infuse nel sangue e quelle che arrivano a destinazione.</li>
</ul>
<p>Buona visione del futuro allora!</p>
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		<title>WeInnov8 una voce nuova su Medicale.info</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 07:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F.Bonfigli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un vero piacere che We Innov8! e medicale.info incrocino le proprie strade.
We Innov8! è uno spazio dove ci si confronta sul tema dell&#8217;innovazione, probabilmente sotto una luce diversa: come fonte di benessere sociale per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="font-family: Verdana; font-size: 10pt; background-color: #ffffff; color: #000000; min-height: 1100px; counter-reset: __goog_page__ 0; line-height: normal; padding: 0px; margin: 6px;"><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/03/logo.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-191" title="logo" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/03/logo.gif" alt="logo" width="180" height="88" /></a>E&#8217; un vero piacere che We Innov8! e medicale.info incrocino le proprie strade.</p>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"><strong><a id="i00." style="color: #551a8b;" title="We Innov8!" href="http://weinnov8.wordpress.com/" target="_blank">We Innov8!</a></strong> è uno spazio dove ci si confronta sul tema dell&#8217;innovazione, probabilmente sotto una luce diversa: come fonte di benessere sociale per tutta la comunità (<strong>We</strong>); come metodo di lavoro suffragato non da opinioni bensì numeri (<strong>Innov8</strong>) ed infine come imperativo sempre e comunque (<strong>!</strong>), non solo in tempi di crisi.</div>
<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">Ecco che quindi l&#8217;innovazione tende a ruotare attorno ad &#8220;ecosistemi&#8221;: quelli già noti della Silicon Valley o di Boston, ma anche quelli meno conosciuti di Sophia Antipolis nel sud della Francia  o la Medicon Valley a cavallo tra Danimarca e Svezia. I principali catalizzatori di un ecosistema sono due: un&#8217;università, come ad esempio il sempre verde <a id="ooql" title="MIT" href="http://web.mit.edu/" target="_blank">MIT</a> di Cambridge proprio a 2 passi da Boston, o un grande centro di Ricerca e Sviluppo, come il mitico <a id="gs4g" title="PARC" href="http://www.parc.com/" target="_blank">PARC</a> della Xerox. Cosa hanno in comune MIT e PARC? Sono entrambi generatori di quello che gli americani chiamano <em>entrepreneurship</em>, la nostra imprenditorialità. Il MIT ha nel suo motto la spiegazione di ciò: <em>Mens et Manus</em>, ricerca sì ma finalizzata ad un&#8217;applicazione reale. Il PARC è stato il precursore di quel fenomeno chiamato<em> Open Innovation</em>, secondo cui</p>
<ul style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">
<li style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">il &#8220;non inventato qui&#8221; non fa più paura ma è al contrario opportunità di crescita altrimenti non raggiungibile</li>
<li style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">non è scontato che i migliori ricercatori lavorino per noi e</li>
<li style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;">non è altresì scontato che se un brevetto non è utile per la nostra azienda non lo possa essere per un&#8217;altra, magari creata per l&#8217;occasione.</li>
</ul>
</div>
<p>Come primo contributo, voglio portare a conoscenza di medicale.info un&#8217;iniziativa della <a id="hf1e" style="color: #551a8b;" title="Kauffmann Foundation" href="http://www.kauffman.org/" target="_blank">Kauffmann Foundation</a>, una delle voci più rispettate d&#8217;America quando si parla d&#8217;innovazione, trasferimento tecnologico ed imprenditorialità. Si tratta di <a id="f171" style="color: #551a8b;" title="iBridge" href="http://www.ibridgenetwork.org/" target="_blank">iBridge</a>. L&#8217;idea, in perfetto stile <em>Open Innovation</em>, in realtà è banale: mettere i lavori compiuti dai laboratori di ricerca, principalmente universitari, in rete in modo da renderli visibili all&#8217;esterno delle mura entro cui sono stati condotti. Ciò che stupisce sono i numeri. Ad oggi 13 marzo 2010 il <em>network</em> comprende 4055 membri in rappresentanza di 109 istituzioni per un totale di 12267 innovazioni. E visto che qui si parla di dispositivi medici ed affini, ho filtrato per voi tutte i progetti contenenti i tag <em>medical</em> e <em>devices</em>. Ad oggi, ci sono 487 studi pronti per essere condivisi e portati al prossimo livello di sviluppo, compreso la commercializzazione. Cliccate <a id="tdca" title="iBridge, Filtro per Medical + Devices" href="http://www.ibridgenetwork.org/search?search_terms=&amp;forums=&amp;groupings=&amp;organizations=&amp;communities=&amp;tags=&amp;categories=37,19" target="_blank">qui</a> per andare direttamente alla lista.<br />
E buona ricerca&#8230;</p>
<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/03/weinnov8.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-197" title="weinnov8" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/03/weinnov8.jpg" alt="weinnov8" width="113" height="104" /></a></p>
<p>I riferimenti di WeInnov8:</p>
<p>blog: <a href="http://weinnov8.wordpress.com/" target="_blank">http://weinnov8.wordpress.com/</a></p>
<p>twitter: <a href="http://twitter.com/weinnov8" target="_blank">http://twitter.com/weinnov8</a></div>
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		<title>Gapminder:  i dati come non li avete mai visti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 19:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie ad un post sul blog di Riccardo Stagliano&#8217; ho avuto modo di scoprire Hans Rosling uno dei fondatori di Médecins sans Frontièrs in Svezia.
Vi consiglio di riservarvi 20minuti per scoprire come i dati che conosciamo generalmente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/08/gapminder_org.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-167" title="gapminder_org" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/08/gapminder_org-150x150.jpg" alt="gapminder_org" width="150" height="150" /></a>Grazie ad un post sul blog di <a href="http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2009/08/18/insegnare-nudi-contro-la-dittatura-delle-slides-2/" target="_blank">Riccardo Stagliano&#8217;</a> ho avuto modo di scoprire Hans Rosling uno dei fondatori di Médecins sans Frontièrs in Svezia.</p>
<p>Vi consiglio di riservarvi 20minuti per scoprire come i dati che conosciamo generalmente in noiosissime tabelle (tra gli esempi l&#8217;evoluzione della mortalità infantile nei vari paesi del mondo) possano essere presentati in maniera innovativa ed affascinante grazie alla sua organizzazione <a href="http://www.gapminder.org" target="_blank">gapmin</a><a href="http://www.gapminder.org" target="_blank">der.org</a>.<span id="more-166"></span></p>
<p>A questo link trovate anche i sottotitoli in italiano: <a href="http://www.ted.com/talks/hans_rosling_shows_the_best_stats_you_ve_ever_seen.html" target="_blank">link</a></p>
<p><object width="334" height="326" data="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/embed/HansRosling_2006-embed_high.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/HansRosling-2006.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=320&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=92" /><param name="src" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>E nato éBiomedicali</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 19:17:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È nata la rivista &#8221;éBiomedicali&#8221;.
Promosso dall’Associazione Italiana di Bioingegneria, &#8221;èBiomedicali&#8221; è il nuovo magazine bimestrale che illustra a medici, tecnici ospedalieri, ricercatori, rivenditori e addetti alla manutenzione i progressi dell’ingegneria applicati alla salute.
La rivista si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È nata la rivista <strong>&#8221;éBiomedicali&#8221;</strong>.<br />
Promosso dall’Associazione Italiana di Bioingegneria, <strong>&#8221;èBiomedicali&#8221;</strong> è il nuovo magazine bimestrale che illustra a medici, tecnici ospedalieri, ricercatori, rivenditori e addetti alla manutenzione i progressi dell’ingegneria applicati alla salute.</p>
<p>La rivista si propone come link fra la tecnologia e la medicina.</p>
<p><strong>&#8221;èBiomedicali&#8221;</strong> tratta tutti gli argomenti relativi alla tecnologia, ai processi ed alle novità in sanità proponendosi come strumento di riferimento per tutti i professionisti del settore sanitario.</p>
<p><strong>&#8221;èBiomedicali&#8221;</strong>, <a href="http://www.associazioneitalianabioingegneria.it/files/eBiomedicali_brochure.pdf" target="_blank">brochure di presentazione</a></p>
<p>Per richieste di collaborazione, invio di articoli o abstract ed informazioni sulle modalità di abbonamento è possibile contattare la redazione utilizzando l&#8217;indirizzo e-mail <a href="mailto:info@aibio.it">info@aibio.it</a>.</p>
<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2007/03/ebiomedicali1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-146" title="ebiomedicali1" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2007/03/ebiomedicali1.jpg" alt="ebiomedicali1" width="186" height="234" /></a></p>
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		<title>Master di primo livello in design medicale</title>
		<link>http://www.medicale.info/dblog/master-di-primo-livello-in-design-medicale/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Nov 2006 18:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco un interessante Master organizzato dall&#8217;Università IUAV di Venezia &#124; Azienda Ulss 12 Veneziana che potrebbe essere utile a chi fosse interessato agli aspetti progettuali del Dispositivo Medico. Di seguito la scheda di presentazione, gentilmente fornita ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Ecco un interessante Master organizzato dall&#8217;Università IUAV di Venezia | Azienda Ulss 12 Veneziana che potrebbe essere utile a chi fosse interessato agli aspetti progettuali del Dispositivo Medico. Di seguito la scheda di presentazione, gentilmente fornita dalla Segreteria Organizzativa.</p>
<p><strong>Master di primo livello in design medicale<br />
seconda edizione a.a. 2006-2007</strong><br />
L&#8217;insieme dei prodotti utilizzati in campo ospedaliero o paraospedaliero incide in misura rilevante sul concreto livello qualitativo dei servizi di prevenzione, diagnosi e cura prestati ai cittadini. In questo settore si stanno verificando profondi e accelerati processi di trasformazione e innovazione e aumenta di conseguenza la necessità di progettare, valutare, scegliere, acquistare, utilizzare, mantenere efficienti, gestire nella fase di fine vita il sistema dei prodotti con un livello di informazione e di conoscenza sempre più elevato.</p>
<p><span id="more-11"></span></p>
<p>Il master di primo livello in design medicale, organizzato da l&#8217;Università Iuav di Venezia insieme all&#8217;Azienda Ulss 12 Veneziana e in collaborazione con l&#8217;Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto, intende dare una risposta precisamente a queste esigenze, formando figure professionali ad hoc e qualificando chi già opera nel settore.<br />
Il programma formativo, condotto da docenti di alto profilo a livello nazionale e internazionale, si articola in: laboratori progettuali tematici (Pianificazione dei prodotti e design dei servizi, Progettazione di prodotti medicali, Information design medicale, Progettazione di microambienti ospedalieri); corsi e seminari; tirocinio e progetto finale di tesi. Alla didattica si affiancano poi conferenze e incontri con docenti e professionisti, visite a fiere di settore o a strutture aziendali.</p>
<p>Il master è rivolto a laureati in Disegno industriale, Architettura e Ingegneria e il suo profilo offre la possibilità di una adeguata collocazione professionale all&#8217;interno delle strutture sanitarie e ospedaliere ma anche nelle imprese produttrici e distributrici di apparecchiature e di arredi medico-sanitari e negli studi professionali operanti nel settore. Offre inoltre aggiornamento e qualificazione professionale a chi già opera nel settore.</p>
<p>Il master è di durata annuale, prevede un totale di 1.500 ore (di cui 540 in aula e 200 di tirocinio) e la frequenza è obbligatoria per tutte le attività. Al termine del corso e superate positivamente le previste verifiche, allo studente viene rilasciato il titolo di studio di master universitario di primo livello in design medicale e vengono riconosciuti 60 crediti formativi.</p>
<p><strong>direttore del corso:<br />
</strong>Medardo Chiapponi<br />
<strong>docenti dei moduli progettuali:</strong><br />
Michael Burke, Paolo Ferrari, Antonio Macchi Cassia, Mario Varesco<br />
<strong>sede del corso:</strong><br />
polo didattico Ospedale SS. Giovanni e Paolo &#8211; Venezia</p>
<p><strong>richiesta di iscrizione   fino al 24 novembre 2006</strong><br />
laboratori corsi e seminari  gennaio &#8211; luglio 2007<br />
tirocinio e tesi    28 luglio 2007 – 31 ottobre 2007</p>
<p><strong>per info<br />
</strong>Università Iuav di Venezia<br />
<a href="http://www.iuav.it/designmedicale" target="_blank">www.iuav.it/designmedicale</a></p>
<p><strong>Segreteria organizzativa</strong><br />
Chiara Pagani<br />
c/o Corso di laurea in Disegno industriale<br />
Borgo Cavour, 40 &#8211; 31100 Treviso<br />
tel. 0422 415882<br />
fax. 0422 590799<br />
e-mail: <a href="mailto:pagani@iuav.it">pagani@iuav.it</a></p>
<p><strong>Segreteria didattica</strong><br />
Claudia Rossi<br />
Ufficio Post Laurea<br />
Università Iuav di Venezia<br />
Campo della Lana, Santa Croce 601 &#8211; 30135 Venezia<br />
tel. 041 2571787<br />
fax 041 2571790<br />
e-mail: <a href="mailto:claudiar@iuav.it">claudiar@iuav.it</a></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-94" title="iuav_designmedicale" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/iuav_designmedicale.jpg" alt="iuav_designmedicale" width="400" height="300" /></p>
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		<title>Oggi seguo a Berkley, domani al MIT&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 18:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>T. Olivieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti di noi avrebbero voluto fare un&#8217;esperienza in un&#8217;universita&#8217; statunitense. Forse qualcuno di voi c&#8217;e&#8217; stato (e magari vuole dare un <a href="http://www.medicale.info/dblog/articolo.asp?articolo=17" target="_blank">contributo a medicale.info</a> ) e potra&#8217; confermare che da molti anni queste istituzioni portano avanti programmi di Ingegneria biomedicale di altissimo livello e sicuramente gioverebbe alla nostra formazione poterci avvalere di questi corsi. Ma l&#8217;aereo, vitto ed iscrizione sono piuttosto costosi, oltre a dover trovare un momento adeguato per &#8220;abbandonare&#8221; il lavoro.</p>
<p>Oggi qualcosa, pero&#8217;, e&#8217; cambiato&#8230;Grazie ad Internet (frase purtroppo abusata) due momumenti dell&#8217;insegnamento come Berkeley ed il MIT hanno deciso di condividere, in maniera totalmente gratuita, alcuni dei contenuti dei propri corsi. Vediamo come, seppur con modalita&#8217; diverse, e&#8217; possibile trovare alcune utili informazioni per ampliare le nostre conoscenze biomedicali.</p>
<p><strong>BERKELEY</strong><br />
E&#8217; <a href="http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universitaonline/google-berkley/google-berkley.html" target="_blank">notizia</a> di pochissimi giorni fa che questa universita&#8217; abbia deciso di metter eon-line alcuni dei contenuti dei propri corsi. E qual&#8217;e&#8217; il mezzo migliore per farlo oggi come oggi ? Ma naturalmente l&#8217;onnipresente Google, tramite GOOGLE VIDEO. Mi sono subito lanciato alla ricerca di materiale interessante e dalla <a href="http://video.google.com/ucberkeley.html" target="_blank">home page</a> mi si e&#8217; presentato subito un ottimo corso di <a href="http://video.google.com/videosearch?q=owner%3Aucberkeley+pruitt&amp;page=1&amp;so=2" target="_blank">&#8220;Structural Aspects of Biomaterials&#8221;.</a>  Ad oggi l&#8217;unico altro corso che ritengo abbastanza rilevante e&#8217; questo di <a href="http://video.google.com/videosearch?q=owner%3Aucberkeley+biology+131&amp;page=1&amp;so=2" target="_blank">&#8220;Integrative Biology&#8221;</a>, ma vi consiglio di mettere un bel BOOKMARK alla  <a href="http://video.google.com/ucberkeley.html" target="_blank">home page</a> perche&#8217; sicuramente verranno aggiunti altri contenuti interessanti.</p>
<p><strong>MIT<br />
</strong>L&#8217;iniziativa del MIT (Massachussetts Institute of Technology) risale a qualche anno fa ed e&#8217; strutturata in maniera differente. Nell&#8217;ambito dell&#8217;inizizativa denominata <a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Global/AboutOCW/about-ocw.htm" target="_blank">OCW</a> (Open Course Ware) e&#8217; possibile trovare  il materiale (programma, appunti, libri consigliati, ed altro) relativo a molti corsi del prestigioso istituto. Ovviamente sono stato subito attirato da corsi in ambito biomedicale e nella sezione &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Mechanical-Engineering/index.htm" target="_blank">Mechanical Engineering</a>&#8221; abbiamo un &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Biological-Engineering/20-010JSpring-2006/CourseHome/index.htm" target="_blank">Introduction to Bio-Engineering</a>&#8221; oppure &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Biological-Engineering/20-453JSpring-2005/CourseHome/index.htm" target="_blank">Biomedical Information Technology</a> &#8220;. Sicuramente da non mancare &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Biological-Engineering/20-441Fall-2003/CourseHome/index.htm" target="_blank">Biomaterials-Tissue Interactions</a> &#8220; e &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Mechanical-Engineering/2-782JDesign-of-Medical-Devices-and-ImplantsSpring2003/CourseHome/index.htm" target="_blank">Design of Medical Devices and Implants</a>&#8221; che presentano appunti delle lezioni molto interessanti. La lista dei corsi e&#8217; in continuo aggiornamento quindi il consiglio e&#8217; il solito: un bel BOOKMARK e via in navigazione libera. Un piccolo appunto: esiste anche un <a href="http://www.ocwconsortium.org/" target="_blank">OpenCourseWare Consortium</a> che raggruppa le universita&#8217; che abbaracciano questo progetto di libera diffusione del sapere&#8230;ovviamente con grande disappunto non ne ho trovata neanche una italiana, anche se spero che a breve questo tipo di approccio prenda piede anche da noi.</p>
<p>Questa brevissima carrellata dimostra che nel mare di risorse disponibili su Internet e&#8217; possibile trovare contenuto di alto livello e non necessariamente a pagamento. Non entro nel merito della filosofia e degli scopi di questo tipo di progetti (seguire questi corsi o utilizzare il materiale non porta nessun tipo di certificazione per lo studente non regolarmente iscritto), ma direi che per il momento e&#8217; giusto approfittarne, per ampliare le conoscenze tecniche, come ausilio ad esami all&#8217;universita&#8217; o semplicemente per imparare qualcosa di nuovo.</p>
<p>Vi lascio con un video tratto dalla collezione di Berkeley e con la speranza che a breve qualcosa del genere venga reso disponibile anche dalle nostre universita&#8217; italiane (e che comunque vada oltre dei meri podcast).</p>
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