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	<title>medicale.info &#187; T. Olivieri</title>
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		<title>Una Startup Toscana: WIN Wireless Integrated Network</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 09:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>T. Olivieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Headline]]></category>
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		<description><![CDATA[La W.I.N. (Wireless Integrated Network) nasce nel marzo del 2009 dall’idea imprenditoriale di 9 soci con estrazione professionale diversa e complementare: da un medico della Clinica Universitaria di Pisa ai ricercatori della Scuola Sant’Anna fino ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/10/lwin_ogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-317" title="lwin_ogo" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/10/lwin_ogo.jpg" alt="" width="125" height="98" /></a>La <strong>W.I.N.</strong> (Wireless Integrated Network) nasce nel marzo del 2009 dall’idea imprenditoriale di 9 soci con estrazione professionale diversa e complementare: da un medico della Clinica Universitaria di Pisa ai ricercatori della Scuola Sant’Anna fino a manager con esperienza internazionale in aziende di successo. Il core business della W.I.N., spinoff della Scuola Sant’Anna di Pisa inseritaall’interno del dinamico <strong>polo tecnologico Pont-Tech di Pontedera</strong>, è la progettazione e realizzazionedi <strong>dispositivi medicali wireless</strong> per il monitoraggio di parametri fisiologici che siano facili da utilizzare e comodi da indossare.<span id="more-316"></span><br />
Alla base dell’idea imprenditoriale di W.I.N. c’è un <strong>brevetto internazionale</strong> che protegge l’innovazione in termini di modularità e auto-configurabilità: il sistema è infatti composto da un blocco centrale microcontrollato nel quale è possibile in ogni momento inserire sensori di tipo diverso per monitorare parametri vitali differenti; il blocco centrale riconosce automaticamente i sensori e dà il via alla raccolta dei dati e alla trasmissione verso un centro di ascolto o verso l’ospedale. Il sistema risulta così adattabile alle esigenze contingenti dei pazienti o alle diverse necessità delle strutture ospedaliere, fornendo enormi vantaggi in termini di flessibilità e risparmio economico: basta infatti acquistare una sola volta il dispositivo ed inserire poi i vari sensori richiesti. Il sistema W.I.N. introduce evidenti vantaggi anche nell’ottimizzazione dei processi ospedalieri, sgravando il personale infermieristico dalla rilevazione della temperatura o da altre misurazioni.Da un punto di vista più strettamente manageriale è invece rimarcabile il risparmio dovuto alla possibilità di spostare rapidamente i pazienti che hanno appena subito un intervento dai repartia più alto costo di degenza (per esempio Terapia Subintensiva, che ha un costo medio di 1200euro al giorno per paziente) a reparti a costo minore (come il reparto di Medicina, che ha un costo medio di 600 euro al giorno), grazie al monitoraggio 24 ore su 24 del sistema W.I.N.. Per quanto riguarda il monitoraggio a domicilio, la soluzione W.I.N. permette di <strong>controllare pazienti cronici o anziani con un sistema indossabile e non invasivo</strong>, con grossi vantaggi psicologici(il paziente si sente più tranquillo e senza alcuna limitazione nei movimenti e nelle abitudini) ma anche sociali, con i familiari molto più sicuri sull’accuratezza del monitoraggio.Nel campo infine della sensoristica, W.I.N. ha in programma la progettazione di moduli innovativi,come la misura multi-frequenziale della bio-impedenza cardio-toracica per predire lo scompenso cardiaco oppure complessi algoritmi per determinare la caduta di un paziente o movimenti particolare dello stesso.<br />
In questo anno e mezzo di vita la <strong>W.I.N. ha ricevuto numerosi premi</strong> (per un elenco completo,visitare il sito <a href="www.winmed.it" target="_blank">www.winmed.it</a>), che testimoniano un ampio riconoscimento all’idea di business dell’azienda toscana. Numerosi anche gli accordi di collaborazione per lo sviluppo d’azienda, con partner del calibro di Regione Toscana e ASL n5 di Pisa, e le manifestazioni di interesse da parte di investitori privati. Oggi W.I.N., tramite l’accesso a bandi regionali ed europei e progetti pilota di sperimentazione, sta ampliando il proprio team di progettisti e di management, puntando su passione, talento e un’attenta programmazione finanziaria.<br />
L’obiettivo è quello di penetrare nel giro di due anni nei mercati di riferimento (Italia, Europa e Nord America) ampliando anche il proprio portafoglio brevettuale, approfittando così della crescita esponenziale del mercato dei device wireless in ambito health-care, come preannunciato dalle ricerche di settore di ABI Research e Park Associates Research.</p>
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		<title>Sensorize &#8211; l&#8217;elettronica la servizio degli atleti</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 10:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>T. Olivieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[ Leggo sull&#8217;ottimo Wired di questo mese un articolo di Emil Abirascid che stimola la mia curiosità (e quella di medicale.info).
Si parla di Sensorize uno Spin-off del Laboratorio di Bioingegneria dell&#8217;Apparato Locomotore dell&#8217;Università degli Studi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/03/sensorize.png"><img class="alignleft size-full wp-image-205" title="sensorize" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/03/sensorize.png" alt="sensorize" width="258" height="90" /></a> Leggo sull&#8217;ottimo <a href="http://www.wired.it" target="_blank">Wired </a>di questo mese un <a href="http://www.sensorize.it/it/news/33-sensorizegeneralnews/125-wired" target="_blank">articolo </a>di Emil Abirascid che stimola la mia curiosità (e quella di medicale.info).</p>
<p>Si parla di <a href="http://www.sensorize.it/" target="_blank">Sensorize</a> uno Spin-off del <a href="http://www.lablab.eu/" target="_blank">Laboratorio di Bioingegneria dell&#8217;Apparato Locomotore </a>dell&#8217;Università degli Studi di Roma &#8220;Foro Italico&#8221; che integra accelerometri, GPS, Bluetooth e altre tecnologie Mems in attrezzature per il monitoraggio del rendimento degli atleti.<span id="more-204"></span></p>
<p>Sicuramente questo è un caso di successo di ricerca applicata in campo delle Scienze Motorie. Ricerca e risultati che escono dalle aule dell&#8217;Accademia e si trasformano in business.</p>
<p>Spero a breve di riuscire a fare 2  chiacchiere con questi valenti scienziati-imprenditori.</p>
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		<title>Echolight al Gran Finale di Mind The Bridge</title>
		<link>http://www.medicale.info/dispositivi-medici-md/echolight-mind-the-bridge/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 11:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>T. Olivieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[dispositivi medici (MD)]]></category>
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		<description><![CDATA[
Non poteva certo mancare il biomedicale nella rosa dei finalisti di Mind The Bridge 2009/2010.
Echolight è una start-up italiana che ha sviluppato una tecnologia di diagnosi dell&#8217;Osteoporosi non invasiva.
Sebbene non abbia vinto, (il vincitore è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/03/mind_the_bridge.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-212" title="mind_the_bridge" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2010/03/mind_the_bridge.gif" alt="mind_the_bridge" width="132" height="74" /></a></p>
<p>Non poteva certo mancare il biomedicale nella rosa dei finalisti di Mind The Bridge 2009/2010.</p>
<p><a href="http://www.mindthebridge.org/echolight.html" target="_blank">Echolight</a> è una start-up italiana che ha sviluppato una tecnologia di diagnosi dell&#8217;Osteoporosi non invasiva.</p>
<p>Sebbene non abbia vinto, (il vincitore è <a href="http://mindthebridge.blogspot.com/2010/03/vrmedia-is-2009-10-winner.html" target="_blank">VRmedia</a>, una start-up toscana che ha sviluppato un sistema di realtà aumentata a supporto della manutenzione industriale) il progetto, sebbene ancora in fase di sviluppo sembra molto promettente e spero di aggiornarvi presto sulle pagine di medicale.info.</p>
<p>Per saperne di più su Mind the Bridge clicca <a href="http://www.mindthebridge.org/about-us.php" target="_blank">qui</a></p>
<p>Per saperne di più su Echolight: <a href="http://www.echolightmedical.com/" target="_blank">http://www.echolightmedical.com/</a> (sito ancora in fase di sviluppo)</p>
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		<title>Oggi seguo a Berkley, domani al MIT&#8230;</title>
		<link>http://www.medicale.info/dblog/oggi-seguo-a-berkley-domani-al-mit/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 18:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>T. Olivieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[dblog]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanti di noi avrebbero voluto fare un&#8217;esperienza in un&#8217;universita&#8217; statunitense. Forse qualcuno di voi c&#8217;e&#8217; stato (e magari vuole dare un contributo a medicale.info ) e potra&#8217; confermare che da molti anni queste istituzioni portano avanti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti di noi avrebbero voluto fare un&#8217;esperienza in un&#8217;universita&#8217; statunitense. Forse qualcuno di voi c&#8217;e&#8217; stato (e magari vuole dare un <a href="http://www.medicale.info/dblog/articolo.asp?articolo=17" target="_blank">contributo a medicale.info</a> ) e potra&#8217; confermare che da molti anni queste istituzioni portano avanti programmi di Ingegneria biomedicale di altissimo livello e sicuramente gioverebbe alla nostra formazione poterci avvalere di questi corsi. Ma l&#8217;aereo, vitto ed iscrizione sono piuttosto costosi, oltre a dover trovare un momento adeguato per &#8220;abbandonare&#8221; il lavoro.</p>
<p>Oggi qualcosa, pero&#8217;, e&#8217; cambiato&#8230;Grazie ad Internet (frase purtroppo abusata) due momumenti dell&#8217;insegnamento come Berkeley ed il MIT hanno deciso di condividere, in maniera totalmente gratuita, alcuni dei contenuti dei propri corsi. Vediamo come, seppur con modalita&#8217; diverse, e&#8217; possibile trovare alcune utili informazioni per ampliare le nostre conoscenze biomedicali.</p>
<p><strong>BERKELEY</strong><br />
E&#8217; <a href="http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universitaonline/google-berkley/google-berkley.html" target="_blank">notizia</a> di pochissimi giorni fa che questa universita&#8217; abbia deciso di metter eon-line alcuni dei contenuti dei propri corsi. E qual&#8217;e&#8217; il mezzo migliore per farlo oggi come oggi ? Ma naturalmente l&#8217;onnipresente Google, tramite GOOGLE VIDEO. Mi sono subito lanciato alla ricerca di materiale interessante e dalla <a href="http://video.google.com/ucberkeley.html" target="_blank">home page</a> mi si e&#8217; presentato subito un ottimo corso di <a href="http://video.google.com/videosearch?q=owner%3Aucberkeley+pruitt&amp;page=1&amp;so=2" target="_blank">&#8220;Structural Aspects of Biomaterials&#8221;.</a>  Ad oggi l&#8217;unico altro corso che ritengo abbastanza rilevante e&#8217; questo di <a href="http://video.google.com/videosearch?q=owner%3Aucberkeley+biology+131&amp;page=1&amp;so=2" target="_blank">&#8220;Integrative Biology&#8221;</a>, ma vi consiglio di mettere un bel BOOKMARK alla  <a href="http://video.google.com/ucberkeley.html" target="_blank">home page</a> perche&#8217; sicuramente verranno aggiunti altri contenuti interessanti.</p>
<p><strong>MIT<br />
</strong>L&#8217;iniziativa del MIT (Massachussetts Institute of Technology) risale a qualche anno fa ed e&#8217; strutturata in maniera differente. Nell&#8217;ambito dell&#8217;inizizativa denominata <a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Global/AboutOCW/about-ocw.htm" target="_blank">OCW</a> (Open Course Ware) e&#8217; possibile trovare  il materiale (programma, appunti, libri consigliati, ed altro) relativo a molti corsi del prestigioso istituto. Ovviamente sono stato subito attirato da corsi in ambito biomedicale e nella sezione &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Mechanical-Engineering/index.htm" target="_blank">Mechanical Engineering</a>&#8221; abbiamo un &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Biological-Engineering/20-010JSpring-2006/CourseHome/index.htm" target="_blank">Introduction to Bio-Engineering</a>&#8221; oppure &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Biological-Engineering/20-453JSpring-2005/CourseHome/index.htm" target="_blank">Biomedical Information Technology</a> &#8220;. Sicuramente da non mancare &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Biological-Engineering/20-441Fall-2003/CourseHome/index.htm" target="_blank">Biomaterials-Tissue Interactions</a> &#8220; e &#8220;<a href="http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Mechanical-Engineering/2-782JDesign-of-Medical-Devices-and-ImplantsSpring2003/CourseHome/index.htm" target="_blank">Design of Medical Devices and Implants</a>&#8221; che presentano appunti delle lezioni molto interessanti. La lista dei corsi e&#8217; in continuo aggiornamento quindi il consiglio e&#8217; il solito: un bel BOOKMARK e via in navigazione libera. Un piccolo appunto: esiste anche un <a href="http://www.ocwconsortium.org/" target="_blank">OpenCourseWare Consortium</a> che raggruppa le universita&#8217; che abbaracciano questo progetto di libera diffusione del sapere&#8230;ovviamente con grande disappunto non ne ho trovata neanche una italiana, anche se spero che a breve questo tipo di approccio prenda piede anche da noi.</p>
<p>Questa brevissima carrellata dimostra che nel mare di risorse disponibili su Internet e&#8217; possibile trovare contenuto di alto livello e non necessariamente a pagamento. Non entro nel merito della filosofia e degli scopi di questo tipo di progetti (seguire questi corsi o utilizzare il materiale non porta nessun tipo di certificazione per lo studente non regolarmente iscritto), ma direi che per il momento e&#8217; giusto approfittarne, per ampliare le conoscenze tecniche, come ausilio ad esami all&#8217;universita&#8217; o semplicemente per imparare qualcosa di nuovo.</p>
<p>Vi lascio con un video tratto dalla collezione di Berkeley e con la speranza che a breve qualcosa del genere venga reso disponibile anche dalle nostre universita&#8217; italiane (e che comunque vada oltre dei meri podcast).</p>
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		<title>CATETERI PER PACEMAKER IMPIANTABILI</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2006 08:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>T. Olivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo articolo presenta una ricerca sviluppata nel 2002 durante un mio breve soggiorno di aggiornamento negli Stati Uniti. Non e&#8217; mai stato pubblicato, ma ritengo che contenga delle utili indicazioni sia sull&#8217;argomento specifico dei &#8220;Pacemaker Leads&#8221; che sui ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2006/10/leads_closeup.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-148" title="leads_closeup" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2006/10/leads_closeup.gif" alt="leads_closeup" width="160" height="88" /></a>Questo articolo presenta una ricerca sviluppata nel 2002 durante un mio breve soggiorno di aggiornamento negli Stati Uniti. Non e&#8217; mai stato pubblicato, ma ritengo che contenga delle utili indicazioni sia sull&#8217;argomento specifico dei &#8220;Pacemaker Leads&#8221; che sui dispositivi elettromedicali in genere.<br />
Data la lunghezza dell&#8217;articolo, ho deciso di allegarlo come PDF.<br />
Per la bibliografia (abbastanza aggiornata con i LINK per acquistare su Amazon.com ) <a href="http://www.medicale.info/dispositivi-medici-md/bibliografia-di-articoli-e-libri-relativi-ai-cardiac-pacemakers/" target="_blank">clicca qui<br />
</a>Di seguito l&#8217;Introduzione e l&#8217;Indice.</p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>I Pacemaker impiantabili rappresentano una categoria di apparecchiature per il controllo di aritmie cardiache croniche (Brachicardie) e fin dal primo modello del 1958 sviluppato da Elmquist hanno aiutato i pazienti ad avere uno stile di vita sempre più normale. Un’altra categoria di apparecchiature relativamente più giovane sono i defibrillatori impiantabili (ICD) che permettono il trattamento di pazienti affetti da tachicardie o fibrillazioni croniche. Sviluppati successivamente (furono inizialmente concepiti nei primi anni ’60 da Mirowsky) e dopo una serie di battaglie legali tra Medtronic e CPI, solo nel 1991 sono stati commercializzati in Europa e nel 1993 negli USA.</p>
<p>Un elemento fontamentale del sistema sono i cateteri utilizzati per  l’applicazione degli stimoli al tessuto cardiaco. Oltre questo, gli elettrodi a contatto con l’endotelio devono essere in grado di registrare i segnali provenienti dallo stesso per fornire informazioni al pacemaker che valuterà lo stato dell’attività cardiaca.</p>
<p>Tali cateteri sono sviluppati secondo considerazioni di tipo elettrico (bassa resistenza; limitazione delle perdite per massimizzare la durata della batteria impiantata), meccanico (resistenza alle sollecitazioni e vibrazioni all’interno del corpo umano; limitazione delle forze sulla parete cardiaca per evitare fenomeni infiammatori o perforazioni) e di biocompatibilità (questi elementi dovranno sopportare l’aggressione chimico-fisica dei fluidi corporei per durate superiori ai 10 anni).</p>
<p>Tutto il progetto di un tale catetere deve comunque soddisfare strettissimi criteri di sicurezza dato l’alto rischio intrinseco di un qualsiasi problema congenito. Un tale tipo di problema è per esempio accaduto al modello Accufix della Telectronics nei primi anni ’90 ed ha portato all’espianto di centinaio di cateteri ed ancora oggi le conseguenze sono evidenti. Da ricordare che l’espianto di un tale tipo di dispositivo comporta notevole rischio di mortalità.</p>
<p>Nonostante queste difficoltà notevoli progressi sono stati fatti nel campo dei componenti e materiali costituenti, sebbene in confronto alle apparecchiature a cui sono collegati l’evoluzione è avvenuta più lentamente [Mond, 1999].</p>
<p>Le seguenti sezioni affrontano le specifiche dei cateteri per pacemaker attualmente sul mercato, con alcuni riferimenti generali a cateteri per ICD.</p>
<p><strong>Indice<br />
</strong><br />
1. Introduzione </p>
<p>2. Design Corrente <br />
2.1. Configurazioni <br />
2.1.1. Bipolare ed unipolare <br />
2.1.2. Dritto e curvato a J <br />
2.1.3. Strutture particolari: seno coronarico, ‘single pass’ e defibrillazione <br />
2.2. Elettrodi <br />
2.3. Sistemi di ancoraggio <br />
2.4. Rilascio di steroidi <br />
2.4.1. Brevetti <br />
2.5. Casi particolari (Cardiac defibrillators leads)</p>
<p>3. Materiali: proprietà e biocompatibilità <br />
3.1. Elettrodi <br />
3.2. Conduttori <br />
3.3. Isolamento del catetere <br />
3.3.1. Poliuretano <br />
3.3.2. Siliconi <br />
3.3.3. Soluzioni alternative </p>
<p>4. Conclusioni</p>
<p><strong>Articolo Completo</strong><br />
<a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/pacemaker-leads-medicale-info.pdf">pacemaker-leads</a></p>
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		<title>Bibliografia di articoli e libri relativi ai cardiac pacemakers</title>
		<link>http://www.medicale.info/dispositivi-medici-md/bibliografia-di-articoli-e-libri-relativi-ai-cardiac-pacemakers/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2006 08:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>T. Olivieri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dispositivi medici (MD)]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la bibliografia aggiornata del mio articolo sui Cateteri per Pacemaker Cardiaci con i link per l&#8217;acquisto su Amazon.com.

Libri
Chow, A. W. C. e Alfred Buxton (Eds). Implantable Cardiac Pacemakers and Defibrillators: All You Wanted to Know. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://g-ecx.images-amazon.com/images/G/01/x-locale/common/transparent-pixel._V42752373_.gif" alt="" width="1" height="1" /><img class="alignleft" src="http://www.rtable.net/images/books1.jpg" alt="" width="192" height="192" />Ecco la bibliografia aggiornata del mio articolo sui<a href="http://www.medicale.info/dblog/articolo.asp?articolo=26"> Cateteri per Pacemaker Cardiaci</a> con i link per l&#8217;acquisto su Amazon.com.</p>
<p><strong><br />
Libri</strong></p>
<p>Chow, A. W. C. e Alfred Buxton (Eds). Implantable Cardiac Pacemakers and Defibrillators: All You Wanted to Know. BMJ Publishing Group, 2006. <a href="http://www.amazon.com/gp/redirect.html?ie=UTF8&amp;location=http%3A%2F%2Fwww.amazon.com%2FImplantable-Cardiac-Pacemakers-Defibrillators-Wanted%2Fdp%2F0727915665%2Fsr%3D1-7%2Fqid%3D1160899475%3Fie%3DUTF8%26s%3Dbooks&amp;tag=onemonthrome-20&amp;linkCode=ur2&amp;camp=1789&amp;creative=9325" target="_blank">Compra &#8220;Implantable&#8221; su amazon</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=onemonthrome-20&amp;l=ur2&amp;o=1" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
<p>Dee, Kay C., David A. Puleo e Rena Bizios. An Introduction to Tissue-Biomaterial Interactions, Wiley-Liss, 2002. <a href="http://www.amazon.com/gp/redirect.html?ie=UTF8&amp;location=http%3A%2F%2Fwww.amazon.com%2FIntroduction-Tissue-Biomaterial-Interactions-Kay-Dee%2Fdp%2F0471253944%2Fsr%3D8-2%2Fqid%3D1160898735%3Fie%3DUTF8%26s%3Dbooks&amp;tag=onemonthrome-20&amp;linkCode=ur2&amp;camp=1789&amp;creative=9325" target="_blank">compra &#8220;Tissue-Biomaterial Interactions&#8221; su amazon.com</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=onemonthrome-20&amp;l=ur2&amp;o=1" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
<p>Prutchi, David e Michael Norris. <em>Design and Development of Medical Electronic Instrumentation: A Practical Perspective of the Design, Construction, and Test of Medical Devices</em>. Wiley-Interscience, 2004. <a href="http://www.amazon.com/gp/redirect.html?ie=UTF8&amp;location=http%3A%2F%2Fwww.amazon.com%2FDesign-Development-Medical-Electronic-Instrumentation%2Fdp%2F0471676233%3Fie%3DUTF8&amp;tag=onemonthrome-20&amp;linkCode=ur2&amp;camp=1789&amp;creative=9325" target="_blank">compra &#8220;design and development&#8221; su amazon.com</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=onemonthrome-20&amp;l=ur2&amp;o=1" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
<p>B. D. Ratner, <em>Biomaterials Science: an introduction to materials in medicine</em>. San Diego: Academic Press, 1996. p.241-281. <a href="http://www.amazon.com/gp/redirect.html?ie=UTF8&amp;location=http%3A%2F%2Fwww.amazon.com%2FBiomaterials-Science-Introduction-Materials-Medicine%2Fdp%2F0125824602%2Fsr%3D8-1%2Fqid%3D1160898593%3Fie%3DUTF8%26s%3Dbooks&amp;tag=onemonthrome-20&amp;linkCode=ur2&amp;camp=1789&amp;creative=9325" target="_blank">Compra &#8220;biomaterials science&#8221; su amazon.com</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=onemonthrome-20&amp;l=ur2&amp;o=1" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
<p>J. G. Webster, <em>Design of cardiac pacemakers</em>. New York: Institute of Electrical and Electronics Engineers, 1995. (Fuori stampa)</p>
<p>J. G. Webster (ed.). Medical Instrumentation: Application and Design. Wiley, 1997. <a href="http://www.amazon.com/gp/redirect.html?ie=UTF8&amp;location=http%3A%2F%2Fwww.amazon.com%2FMedical-Instrumentation-Application-John-Webster%2Fdp%2F0471153680%2Fsr%3D1-3%2Fqid%3D1160898870%3Fie%3DUTF8%26s%3Dbooks&amp;tag=onemonthrome-20&amp;linkCode=ur2&amp;camp=1789&amp;creative=9325" target="_blank">Compra &#8220;medical instrumentation&#8221; su amazon.com</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=onemonthrome-20&amp;l=ur2&amp;o=1" border="0" alt="" width="1" height="1" /></p>
<p><strong>Articoli</strong></p>
<p>J. M. Anderson, A. Hiltner, M. J. Wiggins, and M. A. Schubert, &#8220;Recent Advances in Biomedical Polyurethane Biostability and Biodegradation,&#8221; Polymer International, vol. 46, pp. 163-171, 1998.</p>
<p>P. Citron, D. Wahlstrom and C. Padgett, , &#8220;Implantable Cardioverter-Defibrillator Leads,&#8221; Biomaterials Forum, vol. 22, issue 3 pp. 2-7, 2000.</p>
<p>D. Cornacchia, M. Fabbri, A. Puglisi, P. Moracchini, M. Bernasconi, M. Nastasi, C. Menozzi, G. Mascioli, T. Marotta, and F. de Seta, &#8220;Latest generation of unipolar and bipolar steroid eluting leads: long-term comparison of electrical performance in atrium and ventricles,&#8221; Europace, vol. 2, pp. 240-4, 2000.</p>
<p>W. G. de Voogt, &#8220;Pacemaker leads: performance and progress,&#8221; Am J Cardiol, vol. 83, 1999.</p>
<p>D. J. Martin, G. F. Meijs, P. A. Gunatillake, S. P. Yozghatlian, and G. M. Renwick, &#8220;The Influence of Composition Ratio on the Morphology of Biomedical Polyurethanes,&#8221; Journal of Applied Polymer Science, vol. 71, pp. 937–952, 1999.</p>
<p>A. B. Mathur, T. O. Collier, W. J. Kao, M. Wiggins, M. A. Schubert, A. Hiltner, and J. M. Anderson, &#8220;In Vivo Biocompatibility and Biostability of Modified Polyurethanes,&#8221; Journal of Biomedical Materials Research, vol. 36, pp. 246–257, 1997.</p>
<p>H. G. Mond, &#8220;Recent Advances in Pacemaker Lead Technology,&#8221; Cardiac Electrophysiology Review, vol. 3, pp. 5–9, 1999.</p>
<p>R. Pachulski, M. Zasadil, D. Adkins, and B. Hanif, &#8220;High incidence of Pellethane 90A lead malfunction,&#8221; Europace, vol. 4, pp. 45-47, 2002.</p>
<p>K. Stokes, B. Chem, J. Anderson, R. McVenes and C. McClay, , &#8220;The Encapsulation of Polyurethane-Insulated Transvenous Cardiac Pacemaker Leads,&#8221; Cardiovascular Pathology, vol.4, pp. 163-171, 1995.</p>
<p>Mond H, Stokes KB. &#8220;The electrode-tissue interface: The revolutionary role of steroid elution, &#8221; PACE vol.15:, pp. 95–107, 1992</p>
<p>M. J. Wiggins, B. Wilkoff, J. M. Anderson, and A. Hiltner, &#8220;Biodegradation of polyether polyurethane inner insulation in bipolar pacemaker leads,&#8221; J Biomed Mater Res, vol. 58, pp. 302-7, 2001.</p>
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		<title>Simboli per Dispositivi Medici</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jul 2006 11:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>T. Olivieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[dblog]]></category>
		<category><![CDATA[regulatory]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo breve articolo vuole dare alcuni riferimenti sull&#8217;etichettatura dei dispositivi medici, che sebbene possa parere un aspetto poco complesso dello sviluppo di questo tipo di prodotti, riveste un ruolo fondamentale nella limitazione dei rischi connessi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/t_ex_symbol.gif"></a><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/sterile.gif"></a></p>
<p><img class="size-full wp-image-89 alignleft" title="t_ex_symbol" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/t_ex_symbol.gif" alt="t_ex_symbol" width="163" height="80" />Questo breve articolo vuole dare alcuni riferimenti sull&#8217;etichettatura dei dispositivi medici, che sebbene possa parere un aspetto poco complesso dello sviluppo di questo tipo di prodotti, riveste un ruolo fondamentale nella limitazione dei rischi connessi con l&#8217;utilizzo degli stessi. Una particolare attenzione sara&#8217; posta all&#8217;utilizzo dei simboli.<br />
L&#8217;<a href="javascript:void(window.open('http://www.medicale.info/dblog/articoli/pop_eti.htm','Allegato 1','resizable=no,location=no,menubar=yes,scrollbars=no,status=no,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no,width=400'))">Allegato 1</a> della <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31993L0042:IT:HTML" target="_blank">Direttiva Dispositivi Medici 93/42 (MDD)</a> indica chiaramente l&#8217;importanza ed i requisiti minimi di un&#8217;adeguata etichetta sul dispositivo, in particolare, prescrive che l&#8217;utilizzo di simboli sia conforme alle norme armonizzate o che il loro significato debba essere esplicitata sulla documentazione che accompagna il dispositivo(par. 13.2), come ad esempio le istruzioni per l&#8217;uso (che insieme all&#8217;etichetta costituiscono l&#8217;interfaccia primaria tra il produttore e l&#8217;utilizzatore finale).<br />
Tra le <a href="http://ec.europa.eu/enterprise/newapproach/standardization/harmstds/reflist/meddevic.html" target="_blank">norme armonizzate</a> per la MDD troviamo:<br />
- <a href="http://webstore.uni.com/unistore/public/productdetails?productId=UNIN98000-2004!EIT" target="_blank">EN 980:2003 </a>&#8220;Graphical symbols for use in the labelling of medical devices&#8221;<br />
Un&#8217;altra norma applicabile (ma solo ISO) sulla simbologia e&#8217; la seguente:<br />
- <a href="http://www.iso.org/iso/en/CatalogueDetailPage.CatalogueDetail?CSNUMBER=31349&amp;ICS1=1&amp;ICS2=80&amp;ICS3=99" target="_blank">ISO 15223:2000</a> &#8220;Medical devices &#8212; Symbols to be used with medical device labels, labelling and information to be supplied&#8221;<br />
Non mi soffermero&#8217; sul significato specifico dei simboli descritti in queste norme (sebbene alcuni siano molto interessanti, <a href="javascript:void(window.open('http://www.medicale.info/dblog/articoli/ex_symbol.gif','','resizable=no,location=no,menubar=no,scrollbars=no,status=no,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no,width=355,height=200,left=150,top=100'))">clicca qui per alcuni esempi</a> o visita, previa registrazione gratuita, l&#8217;ottima library di simboli di <a href="http://www.medical-language.com/" target="_blank">Crimson Medical</a>), ma e&#8217; molto interessante capire quali siano i rischi che l&#8217;utilizzo di adeguati simboli puo&#8217; mitigare a sufficienza, rendendoli accettabili nella valutazione globale del progetto.</p>
<p>Ecco alcuni aspetti:<br />
<em><br />
Lingua:</em><br />
Lo scopo principale della MDD e&#8217; quello di permettere la libera circolazione del dispositivo nei diversi paesi dell&#8217;UE, ognuno dei quali possiede la sua lingua nazionale (e l&#8217;allargamento dell&#8217;Unione a 25 paesi non ha fatto che amplificare questo aspetto). Le norme applicabili, precedentemente citate, prevedevano un periodo di due anni in cui i simboli utilizzati sulle etichette fosero accompagnati da una descrizione multilingua approfondita sulla documentazione allegata al dispositivo (ad esempio sulle istruzioni per l&#8217;uso, come in questo <a href="http://www.medicale.info/dblog/articoli/simboli.pdf" target="_blank">esempio</a>). Ad oggi invece tale necessita&#8217; e&#8217; superata, i simboli sono largamente riconosciuti e permettono, nell&#8217;esiguo spazio concesso dall&#8217;etichetta, la trasmissione delle informazioni necessarie al corretto uso del dispositivo.<br />
<em><br />
Dispositivi sterili e non:</em><br />
<em></em><br />
<a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/sterile.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-88" title="sterile" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/sterile.gif" alt="sterile" width="177" height="50" /></a>Uno dei rischi maggiori per un dispositivo non sterile e&#8217; che non venga riconosciuto come tale. Per tale motivo appropriati simboli sono apposti sull&#8217;etichetta per indicare la sterilita&#8217;, il tipo di sterilizzazione ed un apposito sibolo e&#8217; stato creato per indicare la non sterilita&#8217;. Una particolarita&#8217;, che puo&#8217; sembrare formale, ma si ricollega al problema delle informazioni multilingua del paragrafo precedente: la parola STERILE e&#8217; un simbolo a tutti gli effetti, quindi non viene tradotta a seconda del mercato di immissione del DM.<br />
<em><br />
Immagazzinamento:</em><br />
<em></em><br />
<a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/temp.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-90" title="temp" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/temp.gif" alt="temp" width="87" height="50" /></a>Un&#8217;altra informazione fondamentale, che puo&#8217; essere tratta dall&#8217;etichettatura, sono le condizioni di immagazzinamento. Ricordo che alcuni dispositivi, tipo elettrodi con gel, necessitano di essere stoccati in condizioni adeguate che in paesi anche temperati come l&#8217;Italia, possono rivelarsi critiche (come ad esempio necessita&#8217; di temperature al di sotto dei 30°C). I limiti di temperatura e umidita&#8217; vengono quindi riportati in maniera evidente sia sul singolo dispositivo che sulle confezioni a piu&#8217; pezzi per limitare il rischio di deterioramento durante la vita del prodotto.<br />
<em><br />
Data di scadenza:</em><br />
<em><br />
</em><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/scadenza.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-87" title="scadenza" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/scadenza.gif" alt="scadenza" width="24" height="50" /></a>Per qualsiasi DM questa informazione e&#8217; vitale poiche&#8217; il confezionamento viene validato, durante lo sviluppo del prodotto, per mantenere inalterate le caratteristiche dello stesso per questo lasso di tempo. E&#8217; evidente, in particolare, per dispositivi sterili che presentano barriere (confezioni) speciali che vengono sottoposte a cicli di invecchiamento e validazioni continue per assicurare il giusto grado di sterilita&#8217; fino alla data di scadenza. Particolarita&#8217;: la data di scadenza, per evitare incomprensioni con diversi sistemi di datazione deve essere indicata in questo formato: <strong><span style="color: #0000ff; ">aaaa</span><span style="color: #003300; ">mm</span><span style="color: #cc0000; ">gg</span></strong> oppure <strong><span style="color: #0000ff; ">aaaa</span><span style="color: #003300; ">mm</span></strong><span style="color: #003300; ">.</span></p>
<p><span style="color: #003300; "> </span></p>
<p><span style="color: #003300; "><em><span style="color: #000000; ">Marchio CE:</span></em><br />
</span><em><br />
</em><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/ce.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-82" title="ce" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/ce.gif" alt="ce" width="69" height="50" /></a>Puo&#8217; sembrare una banalit<span style="color: #003300; "><span style="color: #000000; ">a&#8217;, ma vorrei concludere con il simbolo che e&#8217; il risultato di tutti gli sforzi di ricerche di mercato, di progettazione e di validazione che hanno portato a dichiarare un prodotto un Dispositivo Medico. Tralasciando le perfette proporzioni che deve avere (<a href="javascript:void(window.open('http://www.medicale.info/dblog/articoli/propor_ce.gif','','resizable=no,location=no,menubar=no,scrollbars=no,status=no,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no,width=350,height=250'))">annex XII</a>), queste 2 lettere permettono al dispositivo di poter essere venduta dall&#8217;Ungheria alla Spagna e sono l&#8217;assicurazione, per l&#8217;utilizzatore, della soddisfazione di tutti i requisiti essenziali della Direttiva.</span></span></p>
<p>Questo articolo ha cercato di fornire alcuni riferimenti per l&#8217;utilizzo di simboli per l&#8217;etichettatura dei dispositivi medici e confido che le risorse citate permettano un ulteriore approfondimento di questo argomento. Qualsiasi commento e&#8217; comunque gradito.</p>
<p>Tommaso Olivieri</p>
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		<title>Link aziende biomedicali</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2006 07:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>T. Olivieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[aziende & eventi]]></category>
		<category><![CDATA[dblog]]></category>

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Cardiologia
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><strong><a href="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/logo_aziende.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-84" title="logo_aziende" src="http://www.medicale.info/wp-content/uploads/2009/05/logo_aziende.gif" alt="logo_aziende" width="50" height="50" /></a>Aziende con sedi in Italia ed in particolare in Toscana</strong><br />
Segnalate all&#8217;amministratore di medicale.info (<a href="mailto:admin@medicale.info">admin@medicale.info</a>) altri Link di interesse .<br />
Questa e&#8217; un piccola raccolta di aziende interessanti che operano in Italia:</p>
<p class="titolo1" align="left"><strong>Dentale<br />
</strong>Leone &#8211; <a href="http://www.leone.it" target="_blank">www.leone.it</a><br />
ATR -<a href="http://www.atrdental.com" target="_blank"> www.atrdental.com</a></p>
<p class="testo"><strong>Cardiologia<br />
</strong>FIAB &#8211; <a href="http://www.fiab.it" target="_blank">www.fiab.it</a><br />
Medtronic &#8211; <a href="http://www.medtronic.com" target="_blank">www.medtronic.com</a><br />
Guidant- <a href="http://www.guidant.com" target="_blank">www.guidant.com</a><br />
Ethicon (gruppo Johnson &amp; Johnson) &#8211; <a href="http://www.ethicon.com/" target="_blank">www.ethicon.com</a></p>
<p class="titolo1"><strong>Diagnostici in Vitro<br />
</strong>Menarini Diagnostics &#8211; <a href="http://www.menarini.com/diagnostica/welcome.html" target="_blank">www.menarini.com/diagnostica/welcome.html</a><br />
Biomerieux &#8211; <a href="http://www.biomerieux.com" target="_blank">www.biomerieux.com</a></p>
<p class="titolo1"><strong>Farmaceutico<br />
</strong>Eli Lilly Italia &#8211; <a href="http://www.lilly.it" target="_blank">www.lilly.it</a><br />
Menarini &#8211; <a href="http://www.menarini.com" target="_blank">www.menarini.com</a><br />
Boehringer-Ingelheim &#8211; <a href="http://www.boehringer-ingelheim.it" target="_blank">www.boehringer-ingelheim.it</a><br />
Molteni farmaceutici &#8211; <a href="http://www.moltenifarma.it/" target="_blank">www.moltenifarma.it/</a></p>
<p class="titolo1"> </p>
]]></content:encoded>
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